teatro

 

Il teatro l’ho studiato all’università e nelle masterclass di Luca Ronconi. L’ho praticato in tutti i ruoli (mai come attore).

Ho composto testi per la scena come il monologo La notte che il nulla inghiottì la terra, sulla tragica ritirata di Russia; ho fatto regie e ho aiutato a fare regie (come per lo spettacolo inaugurale del Meeting di Rimini 2015, L’impronta).

Il teatro è la scusa più piacevole per stare in mezzo alle persone, soprattutto con chi ha problemi. Senza avere nessuna esperienza di teatroterapia, ho usato questo linguaggio potente (di per sé) per lavorare con senzatetto, ragazzini problematici, adolescenti di buona famiglia, migranti.

Nei miei lavori tutti concorrono all’allestimento e al movimento di una “macchina scenica” che  è il vero oggetto dello sguardo dello spettatore. Per questo motivo uso i mezzi del teatro di figura: marionette, ombre, grandi figure di cartapesta, lavagne luminose, invenzioni.

 

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