La mia prima fine del mondo

la mia prima fine 

Cosa hanno a che fare tre punk disorientati dalla fine del Liceo e un frate irascibile, preconciliare, fissato con i rosari e le statue della Vergine Maria? Forse che i primi sono a caccia di un maestro, e il secondo di un qualunque essere umano disposto a condividere le sue giornate di quarantotto ore.

Anno 1999. Tre amici appena maggiorenni hanno subito da poco una delusione sconvolgente che rischia di far sciogliere la band: il loro idolo musicale ha messo in dubbio la qualità dei brani che hanno inciso su cassetta. Emanuele, Paolo e Ruggero decidono che è ora di prendersi una pausa dalla musica, per cercare una ragione di vita alternativa. I tre condividono, oltre alla sala prove, un anomalo interesse per le cose di fede, e sono rimasti impressionati dal primo, teatrale, incontro con un tale fratel Ettore, amico dei barboni.

Inizia così, dal quartier generale del camilliano, un’avventura vivificante “aggrappati all’orlo della talare” del vulcanico folle di Dio, dedito all’aiuto dei poveri e a sessioni di creativa evangelizzazione di strada.

Intanto il millennio è agli sgoccioli, e il mondo sembra destinato a finire. Almeno per questa volta.

“Per far vivere questa storia ho utilizzato ricordi intimi, memorie prestate, aspirazioni, addirittura un sogno fatto. L’intento era restituire l’incredibile impressione che ci diedero i primi approcci con fratel Ettore, e i successivi inseguimenti. In questo libro non c’è niente che non sarebbe potuto accadere. In un certo senso, è tutto vero”  E. F.

Qui si può leggere la prefazione di Alessandro Zaccuri.

Qui un articolo celebrativo di Costanza Miriano.

ibs la mia prima fine

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7 comments

  1. Ciao Emanuele,
    ho 32 anni, sono sposato da quasi nove mesi, ho iniziato un cammino di conversione due anni e mezzo fa. Ho saputo dell’uscita del tuo libro, “La mia prima fine del mondo”, attraverso il blog di Costanza Miriano. Allora l’ho ordinato e l’ho letto. L’ha letto anche mia moglie, Anita. Il cammino di conversione, saprai meglio di me, è un’avventura meravigliosa, ma non è facile. È meravigliosa proprio perché non è facile, forse, ma quando scopri che qualcuno, prima di te, è già passato per una strada molto simile, la gioia è grande. Non ero un punk, però il mio cantante preferito è sempre stato Lou Reed, quindi puoi capire che una certa parentela c’è… Ho pubblicato un romanzetto “sperimentale”, ai tempi dell’Università. Poi una tesi di laurea su Samuel Beckett, David Lynch, Bruce Nauman e Bas Jan Ader. Stavo per fare il salto con la medio grande editoria poco prima della conversione. Avevo pronto un libricino a puntate dal nome “Dirty”, come l’album dei Sonic Youth. Protagonista era proprio la testa di pupazzetto della copertina. A quel punto però la mia vita è stata stravolta: esorcisti, preghiere di liberazione, Medjugorie, gruppi di preghiera, fino al Cammino Neocatecumenale che sto seguendo con molta gioia. Ma la mia prima difficoltà è stata “estetica”. In un pezzo che hai scritto per il blog di Costanza Miriano, a proposito della musica di Radio Maria, esprimi bene anche il mio disagio. E quindi eccomi alle prese con la tua prima fine del mondo, con questi punk che scoprono il vero punk, cioè quello che c’è di genuino e santo nel punk e quello che c’è di punk in certi santi. Un tipo di bellezza punk. Ho trovato soprattutto un modo di raccontare la santità che colpisce la mia immaginazione. Che mi fa venire voglia di essere così. Di andare contro corrente davvero. Di farlo con arte. Scoprire a quasi 30 anni che la Verità è il contrario di quello che pensavo fino a quel momento, che il mondo è al rovescio… Da soli è impossibile… Dio allora si serve di strumenti, come te. Di questo ringrazio Dio e ringrazio te. Anita, mia moglie, canta. Ha seguito il mio cammino di conversione, miracolosamente, ma anche lei ha avuto questo “scoglio estetico”. E ora cosa ascolto? Cosa leggo? Cosa guardo? Il tuo libro e tutto il lavoro che sta facendo Costanza Miriano ci stanno davvero aiutando. Spero di conoscerti, o anche solo di avere da te qualche consiglio da fratello maggiore. Che Dio ti benedica, Giuseppe.

  2. Ciao Emanuele.
    Ieri tornando da Milano per lavoro mi sono divorato il tuo piccolo ma densissimo e bellissimo libro.
    Ti ringrazio intanto per avermi fatto conoscere un santo e poi perchè ho veramente gustato ogni parola. Ogni tanto con qualche perla meravigliosa che mi porterò dietro.
    Complimenti e grazie e vedrai che prossima volta che presenterai il libro da qualche parte, se sarò nelle vicinanze io verrò a sentirti. almeno facciamo un po’ più di numero.
    Grazie e a presto

    Michele

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