Il mio alpino (ancora vivo)

Una dozzina di anni fa (credo 2003) ho scritto il monologo “La notte che il nulla inghiottì la terra”, su invito del regista Marco Merlini. Parla di un alpino (immaginario ma anche vero) morto nella tragica campagna di Russia, durante la Seconda guerra mondiale. Ormai io quel testo non lo posso più sentire, e oggi, se potessi, lo riscriverei da capo a piedi.  Però, se è sopravvissuto a tante stagioni, si vede che ha avuto le sue ragioni.

In questi giorni replica per una settimana al teatro Libero di Milano.

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